Il somaroconiglio

di Carlo Cenini

a Fernando e Luce

Il 16 luglio 1819, il poeta inglese George Byron si trovava a Jesolo, vicino a Venezia, per visitare le rovine dell’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore; giunto dove un tempo sorgeva l’edificio, Byron notò un folto gruppo di uomini affaccendati intorno ad un cumulo di macerie. Dalla concitazione dei movimenti delle persone, e dall’espressione dei loro volti, il poeta immaginò che uno dei muri della chiesa fosse rovinato addosso a un malcapitato; quando si fu fatto strada tra i presenti, gli venne confermato che in effetti pochi istanti prima ciò che rimaneva della parete sud della cattedrale era crollato, e che il crollo aveva provocato una vittima, ma che la vittima non era una persona, ma un animale: un somaroconiglio. Continua a leggere Il somaroconiglio

Idillio Forsennato: Arno Schmidt

arno-schimdt-ii.jpg di Stefano Zangrando

C’è una poesia di Günter Eich, poeta e drammaturgo tedesco tra i fondatori del Gruppo 47, che è considerata emblematica dell’istanza rifondatrice del linguaggio poetico della Trümmerliteratur, la «letteratura delle macerie» che si sviluppò in Germania nell’immediato dopoguerra. S’intitola Inventario e comincia così: «Questo è il mio berretto, / questo è il mio cappotto / qui la mia roba per fare la barba / nella borsa di lino». In una lingua semplice e scevra da patetismi, soltanto nominando i pochi resti personali, l’io lirico del soldato prigioniero ritesse le fila della propria esistenza nel mondo, fino a riaffermare la propria identità poetica: «La mina della matita / è ciò che amo di più: / di giorno mi scrive i versi / che ho pensato di notte». Continua a leggere Idillio Forsennato: Arno Schmidt